Ma che sta succedendo nel cuore dell’Africa dove è stato ucciso l’Ambasciatore Attanasio?

I motivi dietro una tragedia.

Articolo di Emanuele Gentile

Congo

Ora tutti a scoprire l’Africa. Per anni noi abbiamo dormito facendo finta che in Africa non ci fossero problemi. Invece, ci sono. Eccome!

L’uccisione dell’Ambasciatore Luca Attanasio, (43 anni), del Carabiniere Vittorio Iacovacci (30 anni) e dell’autista locale Mustapha Milambo ha rivelato al mondo che abbiamo un problema chiamato Repubblica Democratica del Congo.

Fin dall’indipendenza dal Belgio, il Congo (poi Zaire ed infine RDC) ha avuto un assetto politico-sociale piuttosto traballante e instabile. Soltanto durante la dittatura di Mobutu Sese Seko quel paese ebbe un momento di relativa pace. Appuntiamo la nostra attenzione sulla zona dove è avvenuto il triplice omicidio. Si tratta della regione del Kivu. Una regione che è divisa in due sotto-regioni: il Kivu del Nord e il Kivu del Sud. Si tratta di una delle zone più instabili dell’intera Repubblica Democratica del Congo. In tale zona operano parecchie milizie costituite da elementi locali oppure provenienti dai paesi confinanti come l’Uganda, il Ruanda e il Burundi. Secondo stime di think thank nella RDC sarebbero attive ben 160 milizie. Il che la dice lunga sul caos che regna da anni in quel paese. Quindi, il nostro Ambasciatore è entrato in un’area estremamente instabile dal punto di vista dell’ordine pubblico. In quelle zone la vita di una persona vale zero ed è facile vedere in azione i machete.

Ma chi sta dietro a queste milizie?

In parte i paesi limitrofi in modo da creare un continuo stato di tensione utile ai loro interessi strategici. Tuttavia, dietro a queste milizie ci sono le multinazionali che hanno comperato, anzi preso, intere zone della RDC per un’intensa campagna di sfruttamento delle immense ricchezze naturali (commodities) di cui il paese è dotato. Nella RDC abbiamo: rame, cobalto, columbite-tantalite, diamanti, oro, zinco, uranio, stagno, argento, carbone, manganese, tungsteno, cadmio e petrolio greggio. Il modello economico qui applicato è prettamente colonialistico.

In sintesi, ci prendiamo tutte queste risorse e diamo in cambio nulla.

Oltre alle multinazionali altri sono i motivi per cui l’area del Kivu è perennemente destinata a non trovare mai un assetto stabile e democratico.

Prima di tutto, l’area si trova nel centro dell’Africa alla confluenza di molti stati. Chi domina quell’area può giocare un peso preponderante sugli assetti generali dell’intera Africa. Abbiamo i mille commerci illegali che di fatto costituiscono l’economia della zona. Commerci illegali sinonimo di commercio di armi, di uomini e di droga. Certo c’è anche da prendere in considerazione la componente etnico-religiosa – basta pensare a ciò che successe nel vicino Ruanda – ma a me pare che sia uno specchietto per allodole per coprire i reali interessi strategici ed economici che in quella zona sono forti e presenti in maniera massiccia.

In breve, il nostro povero Ambasciatore Attanasio si stava recando in una zona dove la parola pace è una parola sconosciuta e dove, anzi, regna un caos organizzato in quanto deve fungere da paravanto agli immensi interessi economici e strategici che sovrintendono il Kivu. Vorrei ricordare che nel 1990 l’Ambasciatore d’Italia nella Costa d’Avorio Daniele Occhipinti di 49 anni fu ucciso in un ristorante libanese da due uomini. Era stato nominato da appena sette mesi. Quindi, l’uccisione dell’Ambasciatore Attanasio non è purtroppo una prima assoluta. In sede conclusiva dico soltanto che le organizzazioni internazionali e i paesi più potenti al mondo devono finalmente mettersi in testa di programmare un intervento serio sull’Africa. Non possiamo scoprire l’Africa quando succedono le tragedie. Questa si chiama ipocrisia.

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